Si parlava di giochi che ti tornano in mente visto il periodo che stiamo vivendo. Ebbene, c'era una volta un ambiziosissimo strategico-gestionale a turni, che chiameremo X-Com perché aveva miliardi di nomi diversi. X-Com ti faceva sventare una viscida minaccia aliena comandando un gruppo di tossici del parchetto, X-Com ti rendeva amministratore condominiale di una base segreta conosciuta solo dal protocognato di Angela Merkel con la zigulì di cianuro pronta in bocca. Avevi anche gli aeroplanini che dovevano sparare missili agli UFI per farli schiantare e poi mandavi i tuoi tossici a combattere nel relitto. Tra un sofferto compromesso sull'autoclave e la necessità di scroccare sigarette agli extraterrestri per sviluppare nuove tecnologie, finivi per portare la guerra in casa dei maledetti marziani sempre usando i soliti tossici del parchetto, incapaci di colpire con perizia qualcosa che non fosse il loro proprio ditone del piede. Molto bravi a morire come moscerini, però.
La parte strategica sul campo, quella dove uscite ogni fine settimana per una battuta al cinghiale, era un po' troppo arzigogolata (è pur sempre un gioco del 1993, figlio di best seller che giravano su Spectrum e no, su Spectrum il mouse non esisteva), e venne snellita in occasione del primo remake per renderlo giocabile su console. La parte gestionale, quella dove siete i signori indiscussi dell'Area 51, invece fu proprio lobotomizzata. Ma ormai era fatta: ben oltre l'inizio del Nuovo Millennio la serie era tornata popolare, anche se aveva perso per strada gli autori originali. Tutti erano felici: i maniaci della microgestione potevano modificare all'infinito il gratuito OpenXcom (anche col gargantuesco The X-Com Files), chi voleva battere palmo a palmo le città alla ricerca degli invasori da Orione poteva farlo sulla sua console nuova di zecca, e la saga proseguiva in un impeto di progressismo accogliendo nella squadriglia ibridi tra uomo e alieno, perché indietro non si torna.
Alla fine della Sagra della Focaccia, X-Com è uno dei pochi giochi veramente horror che esistano. Siete da soli contro un nemico misterioso e potente, che ha molte più informazioni di voi. E di voi si fida solo una percentuale insignificante della razza umana, perché resistere alle lusinghe dello spazio è veramente troppo sbattimento per i governanti del globo. Granata dopo granata, bustarella dopo bustarella, laser dopo laser, sia voi che l'avversario denudate a vicenda le rispettive civiltà, motivazioni, intenti. La struttura a turni funziona alla perfezione per rendere le fasi della campagna e l'attrazione-repulsione verso il terrore strisciante da parte dell'appassionato di UFI, i cui decenni di paranoia sono tutti distillati dentro X-Com. Se non lo avete mai giocato, buttatevici ché ce n'è per tutti i gusti.



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